Gmail e iCloud, c’era una spia che li usava | Ecco com’è finita

Incredibile caso di una spia che usava Gmail e iCloud mentre rubava segreti industriali. Il misterioso agente segreto era un pubblico ufficiale del Ministero della Sicurezza di Stato cinese.

Xu Yanjun, questo il nome della spia che ha trafugato segreti commerciali aziendali. Si è trattato in particolare di informazioni legate all’industria aeronautica. L’arresto è stato possibile grazie ad una operazione dell’FBI. Con la cattura dello specialista del furto, l’agenzia investigativa americana ha scoperchiato un vaso di pandora.

Repubblica cinese
Spy story: arrestato un agente segreto cinese – web source

Tramite Xu le forze di polizia statunitensi hanno fatto passi da gigante sul funzionamento interno dei servizi di intelligence cinesi.

Gmail e iCloud: come agiva la spia cinese

Tramite molte tracce digitali, video e registrazioni è stato possibile ricostruire le modalità di azione di Xu. La spia “ha sviluppato fonti, ha fatto irruzione nelle stanze d’albergo e diretto attacchi informatici”, ma esponendosi come burocrate si è reso vulnerabile ai sospetti. Le modalità di azione dello 007 cinese sono state assai diverse da quelle dei colleghi europei e americani. Infatti se da questa parte del mondo si studia l’ hardware cinese di Huawei Technologies Co. e le piattaforme tecnologiche come TikTok, è sorprendente vedere come l’intelligence cinese usi serenamente Apple Inc. e Google di Alphabet Inc. Xu e i suoi colleghi hanno iPhone e contattano le loro fonti con Gmail. L’arresto è avvenuto attirando l’uomo all’estero, con la motivazione di un incontro in Belgio. Da lì è stato poi estradato negli USA

Altri particolari della spy story

Di più si denota come Xu abbia registrato il suo account iCloud utilizzando un indirizzo di posta elettronica Gmail. Grazie a questa leggerezza gli agenti dell’FBI hanno potuto avere conferme ulteriori su Xu. l’uomo eseguiva regolarmente il backup sul cloud.

 

FBI
Spy story: arrestato un agente segreto cinese – FBI web site

Inoltre sembra che l’infiltrato cinese abbia avuto a disposizione anche un cellulare Huawei, che se fosse stato utilizzato regolarmente avrebbe creato più problemi all’FBI. Stando a quando riferito da Bloomberg la Cina avrebbe messo nel mirino accademici e ingegneri che lavorano a dei progetti aerospaziali. “Sono stati invitati in Cina per viaggi interamente pagati, dove hanno apparentemente consegnato documenti per conferenze – si apprende – ma stavano davvero divulgando informazioni commercialmente sensibili sullo sviluppo della cellula e del motore”.