Marcel Jacobs: è stato un compagno a bloccarlo | La scottante verità della medaglia d’oro

Marcel Jacobs vince un nuovo oro agli europei di atletica e in una angosciante intervista rivela cosa ha ostacolato e reso la sua carriera nello sprint molto più difficile di quello che poteva essere.

Marcel Jacobs
Marcel Jacobs, il grande velocista italiano | Web Source

Marcel Jacobs è uno degli eroi dell’atletica italiana e in particolare della velocità. Una specialità in cui i nostri atleti hanno sempre avuto vita difficile, dominato com’è dai corridori americani e caraibici, che hanno formato un autentico “muro” difficilissimo da superare. Ma Jacobs l’ha fatto e il suo nome oggi si può accostare a quello di altri titani della specialità, come Livio Berruti, Pietro Mennea, i rappresentanti di una lotta impari e per questo ancora più emozionante. Vittorie che hanno segnato epoche.

Non possiamo ancora crederci

La medaglia d’oro dei 100 metri piani è, non ce ne vogliano le altre specialità, la vera regina dell’atletica e la competizione più attesa, simbolica e memorabile dei giochi olimpici. Tutti i campioni olimpici dei 100 sono diventati personaggi di notorietà mondiale. Simboli universali della velocità umana. E pensare che alle ultime olimpiadi sia stato proprio lui, un italiano, a occupare il gradino più alto, è una specie di sogno da cui aspettiamo di svegliarci in ogni momento. E invece no: Marcel Jacobs, italiano nato a El Paso da una mamma italiana e un papà marine USA, è proprio il campione olimpico di Tokyo 2020. Una vittoria doppiata anche nella staffetta.

Il trionfo e le difficoltà

Sugli inizi della sua carriera di velocista, Jacobs ha raccontato in un’intervista a “Repubblica” una verità difficile. L’origine di tante difficoltà, il freno che l’ha tenuto bloccato per troppo tempo, facendolo esplodere con ritardo.  È stata la rivalità con un velocista che era tutto il contrario di lui: Filippo Tortu. Un ragazzo bianco e di buona famiglia, con il padre allenatore. Un predestinato, l’ha definito Jacobs. Jacobs era tutto il contrario: la sua famiglia non viveva una situazione semplice né agiata. La pelle nera era un fardello mai detto, ma che Marcel sentiva pesare. Racconta Marcel Jacobs: “Tortu è stata la mia kryptonite. Mi batteva sempre perché ne ero ossessionato, era la mia debolezza, e quando vuoi a tutti i costi superare un rivale, parti già sconfitto”. Storie opposte, Cigno Bianco contro Cigno Nero.  “Non ci vuole Freud per capire cosa mi annebbiava e mi faceva soffrire”.

Filippo Tortu
Filippo Tortu | Web Source

Una sofferenza che non ha fatto che rafforzarlo. Lottando, lottando e lottando ancora. Marcel Jacobs ha finito per vincere e arrivare a salire su podi dove nessuno avrebbe mai scommesso che un italiano potesse tornare.