Vivere per sempre: la scienza a un passo dall’immortalità | Ecco lo stato della ricerca

Vivere per sempre? La scienza ormai ha fatto passi da gigante e ci ritroviamo a un passo dalla scoperta dell’immortalità. La ricerca che non solo incuriosisce, ma accende anche le speranze.

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Foto da Canva

Vivere per sempre è forse il sogno, il desiderio di ogni persona.  Nonostante la scienza abbia fatto passi da giganti negli anni, la ricerca per capire come fermare l’invecchiamento non di è mai fermata. Certo in campo scientifico ci sono ancora tantissimi passi da fare contro la battaglia al cancro. Tante malattie sono da sconfiggere e passi avanti da fare contro patologie quali la cardiopatia e il diabete.

Ricerca contro l’invecchiamento: come arrivare all’immortalità

Per molte persone la morte è un processo naturale, parte della vita che sta per finire. In tanti accettano con molta serenità il fatto che, dopo una vita vissuta in felicità e serenità, sopraggiunga la fine. Altri non si danno pace. Fatto sta che la ricerca per sconfiggere la morte va avanti. A parlarne sono anche ricercatori e mediche che, lottando contro i problemi di salute, cercano di fermar l’invecchiamento, allontanando di fatto l’idea della morte.

La prima persona immortale esiste: lo dice un medico

Il gerontologo e biomedico Aubrey de Grey ha fatto parlare di sé dicendo che esiste già al mondo la prima persona che vivrà per 1.000 anni. “L’idea è che non ci sarebbe un limite per quanto tempo possiamo mantenere le persone in salute”, dice de Grey che è anche chief science officer e co-fondatore della SENS Research Foundation. Secondo lo studioso la longevità è chiaramente un effetto: se si capisce come non far ammalare il corpo si allunga la vita!

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Nella specie marina esiste la medusa immortale, Turritopsis dohrnii. Si tratta di un animale che può ingannare la morte infatti riesce a tornare ad essere un polipo quando viene minacciata di morte, per pericoli quali fame o per situazioni in cui rischia la vita. Torna di nuovo giovane sconfiggendo la morte di fatto. Anche tra gli esseri umani ci sono persone che gli studiosi hanno chiamato “super-agers” ovvero coloro che riescono a vivere più a lungo degli altri senza malattie croniche nonostante condividano cattive abitudini come tutti gli altri.

È probabile che ci siano segreti contenuti nel loro genoma che alla fine verranno scoperti che ci aiuteranno a sviluppare interventi terapeutici per imitare gli effetti dell’invecchiamento decelerato”, afferma Jay Olshansky, PhD, professore di epidemiologia e biostatistica presso l’Università dell’Illinois alla Chicago School of Public Health.