Discoteche: chiusura improvvisa | Niente più weekend, è rivolta

Dal lockdown al caos totale è stato un attimo. Rumore, tafferugli, schiamazzi, documenti falsi. La decisione è stata inevitabile.

La chiusura improvvisa dopo il caos e i tafferugli | Web Source
La chiusura improvvisa dopo il caos e i tafferugli | Web Source

Sono stati anni difficili per tutti. Due anni di pandemia sono stati un bagaglio pesante, per le attività economiche, per la salute, per gli anziani e i deboli, per chi ha dovuto curarli, per le famiglie compresse in spazi angusti, che hanno fatto esplodere tensioni latenti. C’è chi ha perso l’equilibrio mentale, chi il lavoro, chi l’amore, chiuso oltre i confini dei lockdown.

Per i giovani, ammesso che storie, casi, provenienze tanto diverse si possano costringere in una categoria sola, le difficoltà sono state magari diverse, ma non meno importanti. Privati della socialità in un momento importante del loro sviluppo, si sono trovati da soli, guardati a vista, senza scuola, con gli amici su zoom. Sempre che i genitori o il fratello maggiore non avessero bisogno del computer, o che il wifi funzionasse bene. Un incubo.

L’incubo arriva sui locali

Purtroppo l’incubo si è trasferito su locali che hanno subito il colpo del ritorno al sociale di una generazione compressa e costretta, quasi idrofoba dopo due anni di limitazioni alla libertà di movimento, e di negazione del diritto alla danza. Un diritto fondamentale per alcuni, troppo a lungo represso.

Forse per questo la riapertura è diventata un assalto disordinato, ancora più problematico di prima, che ha messo a dura prova la pazienza dei gestori, e spesso dei residenti in prossimità dei locali. 

Drammatico il caso di una discoteca di Varese. I gestori, dopo un breve periodo di sollievo per la ripresa del lavoro, sono stati travolti dall’esuberanza e da un atteggiamento selvaggio e incontenibile dei loro clienti. Ed è così che un locale che conosce le sfide e le difficoltà di fare intrattenimento, si è trovato a prendere una decisione estrema: reagire all’assalto con la chiusura per il weekend. Dopo un venerdì particolarmente movimentato, in cui nella fila all’esterno sono esplosi tafferugli, volate parole grosse, dopo che anche la polizia ha dovuto intervenire (senza risolvere nulla) il “Village Summer Disco” di Varese ha deciso di chiudere le porte. Una serrata.

Il sabato i cancelli erano sbarrati. Basta. Fine. I proprietari si sono arresi. O per meglio dire sono passati all’attacco: Abbiamo chiuso perché ci avete rotto il c….!». E in un pubblico messaggio hanno scritto: «Siamo saturi dei vostri litigi, la vostra arroganza, la vostra supponenza, la vostra maleducazione la vostra ignoranza, la vostra mancanza di rispetto per chi lavora”.

Il Village Summer Disco di Varese | Web Source
Il Village Summer Disco di Varese | Web Source

Un messaggio estremo. Duro ma forse giusto, come si dice in questo tempo di meme. A mesi e mesi dalla riapertura l’equilibrio tra il diritto di divertirsi e i diritti di chi lavora, vive, dorme, non sono ancora stati trovati.