Incredibile: 95 mila posti da docente e mancano i candidati | Molti resteranno vacanti 

Il mercato del lavoro in Italia non cessa di stupire. Il Ministero dell’Economia ha autorizzato l’assunzione di 95.000 docenti, ma i candidati non ci sono.

Le cattedre rischiano di rimanere vuote | Web Source
Le cattedre rischiano di rimanere vuote | Web Source

C’era una volta il mitico posto fisso. Magari malpagato ma sicuro: un miraggio per una parte consistente di italiani che affollava i concorsi. C’era una volta anche la missione dell’insegnamento, un ruolo che molti uomini e donne sceglievano più per passione, talvolta prestigio sociale o persino per comodità. Nessuno pensava che insegnare fosse un lavoro che garantiva alti redditi. Ma essere maestri, professori, insegnanti era comunque un incarico guardato con rispetto e una punta di invidia.

Inutile chiedersi cosa abbia devastato questo mondo idilliaco, ma qualcosa deve averlo colpito alle fondamenta. 

La malattia silenziosa che sta uccidendo la scuola

Prova ne è il fatto che mentre fa scandalo un po’ dappertutto che i bar e i ristoranti fatichino a trovare candidati al posto di barista o cameriere ad orario spezzato e paga non sempre da contratto, passa del tutto inosservato che forse per la prima volta nella storia, un massiccio giro di assunzioni nel mondo della scuola corre il rischio di andare largamente deserto

I docenti assunti (sempre che si trovino i candidati) dovrebbero essere 94.130Il numero dei posti a disposizione è assegnato per il 50 per cento alle graduatorie dei concorsi attualmente vigenti e per l’altro 50 per cento alle graduatorie ad esaurimento. Ma mancano gli aspiranti nelle graduatorie e i sindacati della scuola hanno già lanciato l’allarme. 

La ripartizione delle assunzioni dei docenti è effettuata su base regionale ma in caso di disponibilità residue (praticamente certe) i docenti presenti nelle graduatorie utili possono fare domanda per un’altra Regione, è cosiddetta call veloce. Sono posti a tempo indeterminato di insegnanti per la scuola: dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado. Posti un tempo preziosi, ma che non sembrano interessare più a nessuno.

Insegnante, un mestere in via di estinzione? | Web Source
Insegnante, un mestere in via di estinzione? | Web Source

Le spiegazioni standard le conosciamo: nessuno ha più voglia di lavorare (basta scorrere i giornali degli ultimi 60 anni e più per scoprire che da lungo tempo pare che nessuno abbia più voglia di lavorare); con il reddito di cittadinanza conviene stare a casa.  Spiegazioni frequenti e un po’ pigre: quando la penuria di candidati colpisce 95.000 posti di insegnante, fissi, pubblici, a tempo indeterminato, viene da chiedersi che cosa abbia distrutto l’appeal, o forse la sostanza, della pietra angolare di ogni società. Ai posteri scoprire i risultati delle riforme che qui ci hanno portato.