Carboidrati, quello che sai è tutto sbagliato | Un mito da sfatare

I carboidrati vanno poco d’accordo con la perdita di peso, a prima vista. Ma siamo sicuri che le cose siano così semplici? 

Ci sono cose della dieta che abbiamo capito tutti. Una è che i carboidrati hanno tante calorie, e quindi facilitano l’accumulo di peso. L’altra è che nessun macronutriente andrebbe mai completamente eliminato dalla dieta, a meno che ci siano ragioni patologiche molto particolari e una attenta supervisione medica.

Carboidrati complessi
Carboidrati sì ma complessi | Canva

Entrambe le cose sono vere, ma non ci dicono molto della vera importanza dei carboidrati anche in una dieta a ridotto tasso di calorie. O forse soprattutto in questo particolare regime alimentare.

L’importanza dei carbodrati nel metabolismo

I carboidrati sono l’unico macronutriente che nasce esclusivamente per alimentare il nostro corpo. Esaminato il nostro fabbisogno calorico giornaliero con l’uso responsabile di app e tabelle oppure, ancora meglio, consultando un dietologo-nutrizionista, l’obiettivo a cui dovremmo puntare è coprire il 45%-65% delle nostre necessità energetiche proprio con i carboidrati.

Il cervello, il sangue e il nostro apparato nervoso funzioneranno meglio con questa percentuale, secondo il nutrizionista Layman. Sotto questa percentuale il corpo comincia a scomporre grassi il che può apparire una buona cosa ma intossica il corpo di chetoni, togliendoci lucidità e dandoci stanchezza.

Quali carboidrati

I carboidrati migliori sono quelli complessi, ovvero quelli a “catena lunga” che non danno sensazione di dolcezza. Sono quelli che hanno un indice glicemico più basso, che tradotto in parole semplici, significa che non fanno improvvisamente aumentare il livello di zucchero nel sangue, producendo fame e spossatezza.

Quasi tutti gli alimenti che contengono carboidrati complessi, come ad esempio i legumi, sono anche ricchi di fibre, il che porta ad un doppio vantaggio per il nostro equilibrio.

Carboidrati da evitare

L’opposto dei carboidrati complessi sono i cosiddetti carboidrati raffinati, quelli contenuti nel pane, nei biscotti, nelle patatine. Questi carboidrati a catena corta, dolci, fanno schizzare in pochi attimi l’indice glicemico del sangue, introducendo un circolo vizioso di fame di zuccheri e di spossatezza, nuova fame di zuccheri e così via. È a questo circolo vizioso, non ai carboidrati come tali, che occorre stare molto attenti.

Molta attenzione bisogna anche prestare a prodotti venduti come “magri” perché a basso contenuto di grassi. In questi cibi la carenza di gusto dovuta all’eliminazione dei grassi viene spesso compensata dai produttori con zuccheri trasformati, che si accumulano come grasso nel nostro corpo, molto più che mangiando grassi.

Zuccheri raffinati
Zuccheri raffinati, un problema da evitare | Canva

Ecco quindi che i carboidrati non sono nemici in quanto tali, sono anzi necessari anche in regime ipocalorico, purché assunti nel modo giusto