Nord Stream 1 e 2 sabotati, l’analisi di tutte le ipotesi | Ecco chi può essere stato e perché

In questi giorni è rimbalzata su tutti i media e i giornali del mondo la notizia del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, al largo della Danimarca. Da Unione Europea e USA si punta il dito contro la Russia, che a sua volta respinge al mittente le accuse.

Cominciamo subito col dire che, a proposito della perdita di gas russo dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, al momento non ci sarebbero prove che sia stata Mosca.

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Nordstream 1 & 2, chi è stato? | Web Source

Sui media di tutto il mondo sta andando in scena un siparietto, un gioco delle parti, in cui lo scambio di accuse è l’unica cosa certa.

Così Ue e Usa si scagliano contro la Russia, che a sua volta schiva i colpi e butta la palla delle responsabilità del sabotaggio nel campo dell’occidente. L’accaduto senza precedenti ha spinto alcuni Paesi, tra cui l’Italia, a mettere in sicurezza le reti del gas attraverso un controllo militare.

Nord Stream 1 e 2 al centro delle tensioni tra Russia e Occidente

Circa l’attentato ai danni del Nord Stream 1 e 2 si gettano sul tavolo diverse ipotesi. Se da una parte si accusa la Russia di essere responsabile della vicenda in modo da chiudere definitivamente il flusso del gas all’occidente, dall’altra si dà la colpa di quanto avvenuto agli USA, così da rendere dipendente da Washington l’Ue in tema di approvvigionamento di gas. L’impianto dei Nord Stream è costato complessivamente 12 miliardi di dollari. La proprietà è russa e pertanto molti si chiedono pure che giovamento avrebbe potuto avere Mosca da un auto-sabotaggio. La situazione è molto tesa e complessa. Difficile dunque fare chiarezza in questo frangente così delicato che vede il mondo sull’orlo di una guerra nucleare. C’è da dire che quando sono avvenuti gli attacchi i due impianti non erano in funzione. Il Nord Stream 1 era stato chiuso ad agosto da Gazprom, dopo che da alcuni mesi funzionava a capacità ridotta a causa probabilmente di alcune misure adottate come risposta alle sanzioni occidentali. Il Nord Stream 2 invece non è mai entrato in funzione. Il danno ha reso i tubi incapaci di pompare gas malgrado ne siano pieni. Quindi le esplosioni e la perdita di gas in mare.

Le ipotesi sull’accaduto: la reazione degli attori in gioco

Sulla vicenda “terroristica” si addensano come già accennato ipotesi contrastanti. “Tutte le informazioni disponibili al momento indicano che quelle perdite siano il risultato di un atto deliberato”, sostiene Josep Borrell, l’alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, a cui fa eco anche il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. D’accordo con questa tesi anche Jake Sullivan, consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente Biden, la quale ha parlato di un «apparente sabotaggio. Sulla stessa linea anche la Germania, che però rimane cauta.

Sede Gazprom
La sede del colosso energetico russo Gazprom | Web Source

“Questo è un classico esempio di guerra ibrida”, ha affermato Marie-Agnes Strack-Zimmermann, a capo della commissione Difesa nel parlamento tedesco. Intanto la Russia ha dichiarato di aver sventato un “attacco terroristico” ucraino al gasdotto TurkStream, che collega appunto la Russia alla Turchia. Tuttavia c’è pure chi in Europa nutre forti dubbi che sia stato Putin il responsabile del sabotaggio. Importanti funzionari commentano che il presidente russo non avrebbe avuto alcun interesse in merito, distruggendo uno strumento strategico di pressione sull’Europa e tenendo conto degli introiti economici che sono capaci di dare il Nord Stream 1 e 2.