Twitter “distrutto”, le rivelazioni della “gola profonda” scatenano il panico

Twitter è finito al centro di un’accesa bufera: il popolare social network è stato distrutto dalle rivelazioni di un ex dipendente e ora il suo futuro è incerto.

Twitter è uno dei social network più popolari al mondo. Ora, però, la sua fama rischia di essere distrutta dalle rivelazioni di uno dei suoi ex dipendenti. La piattaforma è finita al centro di un’accesa bufera che ricorda le polemiche scoppiate intorno a Facebook e lo scandalo del Cambridge Analytica.

Twitter (fonte web) 23.09.2022-picenosera.net
Twitter, il social network distrutto dalle dichiarazioni di un ex dipendente (fonte web)

L’ex capo della sicurezza di Twitter, Peiter Zatko, lo scorso 23 agosto ha citato l’azienda presso il Congresso di Washington. All’inizio dell’anno Zatko è stato licenziato insieme a diversi membri dello staff dedicato alla cybersecurity.

La denuncia di Peiter Zatko

La decisione di Zatko di citare l’azienda è stata vista da molti come un tentativo di vendetta da parte sua. Nonostante ciò le sue dichiarazioni meritano decisamente l’attenzione degli utenti. L’ex dipendente ha accusato Twitter di essersi preso gioco dei suoi stessi azionisti e della FTC (Federal Trade Commission) dichiarando di avere molti più users attivi di quanti ce ne siano in realtà.

Così facendo Twitter avrebbe violato le norme di Washington relative alla cybersecurity. Ma la faccenda non finisce qui: Zatko ha mosso altre pesanti accuse nei confronti dell’azienda. Oltre ad aver ingannato gli azionisti e la FTC, il team di Twitter non si preoccuperebbe dei numerosissimi bot presenti sul social.

Inoltre l’azienda avrebbe assunto appositamente degli ufficiali governativi per controllare determinati utenti e fornirebbe libero accesso ai dati sensibili degli users a molti dipendenti. Come se ciò non bastasse, Twitter è stato accusato di non riuscire a cancellare i dati degli utenti.

Le pesanti dichiarazioni di Zatko – dalle quali l’azienda ha subito preso le distanze – sono state diffuse dalla CNN e dal Washington Post. L’ex dipendente ha ammesso di avere intrapreso un percorso complicato ma che, per lui, si tratta dell’unico modo per rispettare i suoi “obblighi nei confronti di Jack Dorsey (il fondatore di Twitter) e degli utenti del social network”.

Il problema dei bot

La questione dei bot è stata affrontata anche da Elon Musk, che negli scorsi mesi aveva espresso la sua intenzione di acquistare il social network. Il patron di Tesla ha poi deciso di fare dietro front finendo al centro di una battaglia giuridica contro l’azienda.

Musk ha affermato di non essere più interessato a concludere l’affare proprio a causa dei milioni di bot presenti sul social network. Secondo Zatko, quello dei bot è un problema che continuerà ad attanagliare Twitter fino a quando i manager dell’applicazione avranno degli interessi al riguardo.

Questi ultimi, infatti, ricevono degli aumenti di stipendio grazie a un sistema di bonus che premia i dirigenti che riescono ad aumentare il numero di utenti nella piattaforma. L’eliminazione dei bot porterebbe a una riduzione dei loro stipendi e, per questo motivo, non sono ancora stati presi dei seri provvedimenti.

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Peiter Zatko (fonte web)

Oltre ai bot dalle dichiarazioni di Zatko è emerso un quadro preoccupante per quanto concerne la sicurezza degli utenti, la condivisione delle loro informazioni sensibili e l’incapacità di Twitter di cancellare i loro dati. Il destino della piattaforma, al momento, è insicuro.