Amazon chiude | Vendite in crollo, ecco cosa succede al colosso della distribuzione

La multinazionale Amazon intenta ad un piano di ristrutturazione generale delle proprie attività di consegna. L’azienda leader del commercio elettronico rinuncia a circa 25 milioni di metri quadrati di spazi.

Nell’immaginario collettivo Amazon rappresenta il volto principale del commercio elettronico. In altre parole la comodità di ordinare facilmente un prodotto per vederselo recapitare pochi giorni dopo a domicilio.

Amazon chiude
Amazon, crollo delle vendite | Foto ANSA

Libri, dvd, elettrodomestici, accessori di ogni tipo costituiscono l’enorme offerta commerciale dell’azienda di Jeff Bezos. Tuttavia, alla luce della contrazione della crescita delle vendite, Amazon.com Inc ha assunto importanti decisioni per il proprio futuro.

Amazon: fine dell’espansione?

E’ di queste ore la decisione di Amazon di abbandonare molteplici proprietà esistenti e pianificate negli Stati Uniti. Per capire meglio, si tratterebbe di circa 25 milioni di metri quadrati di spazi. Per un totale di 42 strutture. Questi i dati secondo MWPVL Interational Inc., ovvero la società che si occupa della mappatura delle strutture dell’azienda dell’e-commerce. Un poderoso piano industriale è stato limitato anche in Europa. In particolare in Spagna. Altre chiusure, fanno sapere dall’azienda, riguarderanno due stazioni di consegna, ad Hannover e nell’Essex, nei pressi di Baltimora. Lì sono impiegate 300 persone. Un piano in controtendenza col passato, dunque. Fino a qualche tempo fa l’espansione di Amazon sembrava inarrestabile. Il successo di Jeff Bezon è stato così vertiginoso da precedere anche l’organizzazione di viaggi nello spazio.

La nuova strategia di Bezos

A quanto pare sembra che Amazon si muoverà esclusivamente dove vi sarà domanda. In proposito ecco quanto ha affermato Marc Wulfraat, fondatore e presidente di MWPVL : “Rimangono alcuni seri tagli da fare prima della fine dell’anno, in Nord America e nel resto del mondo”. Mentre Maria Boschetti, portavoce di Amazon, ha affermato che è normale per l’azienda esplorare più località allo stesso tempo e apportare modifiche “in base alle esigenze della rete”. E poi ancora: “Pensiamo una varietà di fattori quando decidiamo dove sviluppare siti futuri per servire al meglio i clienti”. La boschetti ha aggiunto che “Abbiamo dozzine di centri logistici, centri di smistamento e stazioni di consegna in costruzione e in evoluzione in tutto il mondo”. Tornando sulla chiusura dei centri del Maryland, da Amazon spiegano come tutto ciò rientri  nell’ottica di offrire ai lavoratori la possibilità di un trasferimento nelle stazioni più vicine.

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Amazon: piano di riduzione aziendale? – web source

Delle misure sono state adottate rallentando le assunzioni e rafforzando gli standard disciplinari e di produttività. Nel secondo trimestre la forza lavoro dell’azienda si è ridotta di circa 100 mila posti di lavoro. Nella strategia di contenimento delle spese e nel tentativo di mettere a profitto il patrimonio, secondo Bloomberg la società di Seattle ha cercato di subaffittare circa 10 milioni di metri quadrati di spazi. Il periodo della pandemia ha portato Amazon ad espandere la sua rete logistica, aprendo in media un magazzino ogni 24 ore. Le strutture destinate alla chiusura dovrebbero prevedere centri logistici pianificati e stazioni di consegna. Intanto dal punto di vista delle relazioni interne con i lavoratori, Amazon è stata messa pancia a terra dalla vittoria di un lavoratore licenziato e nulla ha potuto fare il gigante dell’e-commerce per capovolgere il giudizio.