Hackerato un Ministero | Ecco perché la guerra elettronica ci mette tutti in pericolo

Gli hacker sono sempre più attivi e sempre più esperti. Ma preoccupa che siano riusciti a violare un così importante account istituzionale

Secondo gli esperti, si tratta di un modus operandi che è tipico dei gruppi di truffatori che sfruttano la popolarità delle criptovalute che in passato aveva già fatto vittime illustri, ma non a livello di account istituzionali della Repubblica Italiana.

Cingolani Hackerato
Il Ministero della transizione ecologica è stato gravemente hackerato | Web Source + Picenosera

Del resto, le guerre, oggi più che mai, non si combattono solo con le armi canoniche. Ma anche e soprattutto, con la tecnologia, con la rete, che serve a divulgare propaganda e fake news. Questa volta a farne le spese anche l’account ufficiale Twitter del Ministero della Transizione Ecologica, con gli hacker che stanno sfruttando la popolarità del passaggio per diffondere le proprie truffe.

E’ stato infatti hackerato il profilo Twitter del ministero della Transizione ecologica, dove ora appare, invece della foto ufficiale un’immagine che ritrae il fondatore di Ethereum Vitalik Buterin. Ethereum è uno dei maggiori fornitori al mondo di criptovalute. L’hackeraggio del sito del Mite è avvenuto nel momento in cui la società cambiava il suo sistema di validazione. Si pensa che l’hackeraggio sia un tentativo di truffa: uno dei tweet prometteva la distribuzione di gratuita di criptovalute da parte di Buterin.

Vitaliy Dmitrievič Buterin, detto Vitalik, secondo quanto si legge sul suo profilo di Wikipedia è un programmatore e scrittore nato in Russia nel 1994 e naturalizzato canadese. E’ fondatore di Ethereum una delle principali piattaforme di criptovalute. Nel 2014 Buterin ha vinto il premio World Technology Award per la co-creazione e invenzione di Ethereu. Attualmente lavora per KryptoKit, azienda canadese che pubblica una app Chrome che funziona sia da portafogli Bitcoin che da piattaforma di social networking.

La guerra su internet

L’hackeraggio è stata occasione anche per i truffatori di far circolare i loro sistemi. Una situazione preoccupante su due fronti: il primo quello della sicurezza informatica degli account delle istituzioni più importanti del nostro Paese, il secondo la quantità di persone che seguendo i consigli di un impersonificatore che è entrato in possesso di un account istituzionale da 120 mila follower si faranno truffare.

E’ bene e doveroso sottolineare, infatti, che l’hackeraggio non sia avvenuto ad opera di Ethereum, ma ad opera di criminali informatici. Al resto ci ha pensato la disinformazione che, soprattutto in Italia, esiste sul tema delle criptovalute. Un mondo che vale oltre 400 miliardi e che vede la partecipazione anche di diversi partner istituzionali. Ma che spesso viene raccontato in modo dozzinale, aumentando perplessità e paura delle persone.

A completare il quadro, le origini di Buterin, che hanno fatto subito salire i sospetti. Ma il fondatore di Ethereum vive dall’età di sei anni in Canada e si è espresso pubblicamente più volte contro l’invasione russa ai danni dell’Ucraina e ha partecipato anche a importanti raccolte di fondi a favore della popolazione ucraina.