Spesa, shock prezzi | I prodotti che usiamo di più stanno per calare

La guerra in Ucraina, oltre alle vittime, ha portato a tutta una serie di rincari molto importanti. Ora però le cose potrebbero cambiare

Crolla prezzo spesa
I prezzi di molti prodotti stanno per calare | Web Source

Come sappiamo e come abbiamo imparato sulla nostra pelle, la guerra in Ucraina ha portato a tutta una serie di rincari molto importanti. Dai rincari energetici, passando per i carburanti, diesel e benzina. E anche le materie prime. Oggi però le cose stanno per cambiare. O, almeno, è quello che ci auguriamo.

La guerra in Ucraina

Il 24 febbraio scorso la Russia di Vladimir Putin ha deciso di invadere l’Ucraina scatenando la guerra nel cuore dell’Europa. Una decisione che ha già portato a migliaia di morti e feriti nell’arco di ormai quasi sei mesi di conflitto.

Ma la guerra in Ucraina ha anche stravolto la già fragile economia mondiale. Diversi Paesi (e tra questi anche l’Italia) vivono un periodo di inflazione di grande pesantezza. I negoziati non hanno fin qui portato a una risoluzione del conflitto.

Peraltro, le sanzioni comminate dall’Europa e dagli USA alla Russia hanno sì colpito lo Stato di Vladimir Putin, ma hanno anche fiaccato l’economia dei Paesi stessi che hanno deciso per le sanzioni. Ora, però, la speranza è che le cose possano cambiare.

Cosa costerà di meno?

Da questi ultimi giorni, infatti, è ricominciato il passaggio delle navi cariche di decine di milioni di tonnellate di grano attraverso un percorso libero da mine. I firmatari dei due Paesi in guerra, il ministro della Difesa russo Sergej Shoygu e il ministro delle infrastrutture ucraino Aleksandr Kubrakov hanno platealmente evitato di sedersi allo stesso tavolo quando è stato il loro turno di apporre le firme.

L’accordo è molto fragile, quindi. Ed emerge come primario il ruolo della Turchia, il Paese di cui Mosca e Kiev si fidano e con cui hanno firmato l’accordo, il Paese guardiano degli stretti da cui le navi devono passare. Allo stato attuale, salvo clamorosi dietrofront, le navi dovranno fermarsi, scaricare e poi tornare indietro.

Oltre al grano bloccato nei porti ucraini l’intesa riguarda anche frumento e fertilizzanti prodotti dalla Russia. Sempre in base ai dati delle Nazioni Unite nel 2019 la Russia ha prodotto 118 milioni di tonnellate di grano, l’Ucraina 74. I due Paesi sono rispettivamente al quarto e quinto posto per produzione di grano dopo Cina, Usa e India.

Grano e mais (web source) 21.8.2022 picenosera
Grano e mais (web source)

Alla luce di questo accordo e della ripresa dei viaggi marittimi, dovrebbero, anche in Italia, costare meno prodotti di largo consumo come pane e pasta, con e senza glutine. L’Italia, peraltro, dipende fortemente dalle quantità di olio di semi e mais che arriva da quei luoghi. Quindi anche questi prodotti potrebbero arrivare a costare meno. Così come i mangimi per gli animali. Ma, come detto, l’accordo è fragile, quindi ancora imprevedibile cosa potrà accadere. A cominciare dal costo del gas.