Facebook, Instagram e Whatsapp sono caduti in una trappola | Incredibile, ora rischiano davvero

La vicenda ha dell’incredibile, specialmente perché coinvolge una società con migliaia di avvocati, che non doveva assolutamente cadere in una trappola del genere. Eppure è successo e adesso Meta è con le spalle al muro

Zuckerberg preoccupato
Mark Zuckerberg è il fondatore di Meta, la compagnia che raccoglie i giganti dell’universo social: Facebook, Instagram e Whatsapp. Ma ha commesso un errore che può avere conseguenze drammatiche | Web Source

Conoscete Meta? Forse no, anche se il suo nome appare ormai dai mesi sulle schermate principali dei social più usati del mondo. Meta è la compagnia fondata da Mark Zuckerberg (il fondatore e proprietario di Facebook) per raccogliere i social che tutti usiamo tutti i giorni, farne un unico grande gruppo e portare nel futuro tutta la comunicazione interpersonale. Ha adottato concetti futuribili come il “metaverso” e intende superare la evidente crisi di stanchezza di Facebook, diventato una piattaforma sempre più “vecchia”, sconosciuta e invisa alle nuove generazioni. Il pacchetto di mischia, dopo le acquisizioni, sembra invincibile: Facebook, Instagram, Whatsapp. Tre facce diverse del quotidiano legame tra persone e aziende che ormai rappresenta il tessuto connettivo ed economico del nostro mondo.

C’è un “piccolissimo” problema…

Peccato che legioni di avvocati e legali di business abbiano ignorato un piccolo “dettaglio”. Meta, il nome scelto, non era inedito. Né la iperpotenza comunicativa e commerciale di Zuckerberg se n’è curata, pensando di acquistare il marchio in anticipo.

Il nome “Meta” appartiene a una società islandese, che opera nel campo dell’arte. E che non ha nessuna intenzione di lasciare violare il proprio marchio. O quantomeno non gratis, ora che si è capito che enorme fenomeno economico sia l’altra “Meta”, la seconda arrivata, quella di Zuckerberg.

Assalto vichingo al quartier generale di Zuckerberg

La società islandese e quella di Zuckerberg sono in contatto da mesi per evitare una causa che, se ci fosse, sarebbe memorabile. E potrebbe costare alla Meta di Zuckerberg una cifra fantasmagorica.

The real Meta
Il logo della compagnia islandese Meta.is, che si definisce “The real Meta”. Ha registrato il marchio per prima e che ora è pronta a una battaglia legale sanguinosa | Web Source

La battaglia per gli islandesi si annuncia difficile. Ma il sangue vichingo non mente e le sfide disperate, che promettono un bottino stratosferico, sono esattamente lo specifico del popolo dei Drakkar. I precedenti storici raccontano di molto sangue versato e di capitali inespugnabili lasciate in un globo di fiamme, spogliate del proprio oro.

Zuckerberg si augura che non finisca così.