4 milioni di donne stanno soffrendo in silenzio | Vulvodinia, il dramma nascosto

In Italia, sono 4 milioni le donne che soffrono di vulvodinia. Nonostante si tratti di una malattia molto diffusa, per la maggior parte delle donne ricevere la corretta diagnosi continua ad essere un problema.

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Vulvodinia: in Italia sono 4 milioni le donne che lottano contro il disturbo (fonte web)

Il termine vulvodinia viene utilizzato per indicare un disturbo che colpisce il vestibolo vaginale (ovvero l’ingresso della vagina) e la zona che lo circonda (la vulva). Questa malattia si contraddistingue per il forte dolore, o bruciore, persistente ed è in grado di intaccare i rapporti e la quotidianità delle donne che ne soffrono.

L’urologo Giorgio Galizia, specializzato in chirurgia generale e perfezionato in neurologia, ha precisato che la vulvodiania è “una malattia delle terminazioni nervose, non una malattia sessuale” causata dall’incapacità di “distinguere tocco e dolore” delle numerosissime terminazioni nervose del vestibolo vaginale.

La responsabile del Comitato Vulvodinia Silvia Carabelli, da parte sua, ha messo in evidenza la mancanza di informazione ed attenzione da parte dei medici verso questo disturbo. “Ti dicono che è tutto nella tua testa, che basta rilassarsi, che è psicosomatico” ha raccontato. Un atteggiamento del genere finisce solamente col far sentire “sbagliate” le donne che devono affrontare un dolore simile.

La necessità di una maggiore sensibilizzazione

Gran parte delle donne che soffrono di vulvodinia fa fatica a ricevere la giusta diagnosi. Anche se, in realtà, tutto ciò che bisognerebbe fare è uno swab test (o test del cotton-fioc). L’esame consiste nel toccare la vulva con un cotton-fioc: uno stimolo solitamente non doloroso che, però, per una donna affetta da vulvodinia può essere paragonabile ad una puntura. Il dolore, in molti casi, si lega ad una contrattura della muscolatura del pavimento pelvico.

Giorgia Soleri, autrice del libro “La signorina Nessuno”, è nota per la sua lotta per una maggiore sensibilizzazione sul tema. L’attivista si è esposta raccontando del suo personale calvario: “Come una pinza che ti tira fortissimo il clitoride, questa è la sensazione” ha affermato in un’intervista per TPI.

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La testimonianza di Giorgia Soleri (fonte web)

Proseguendo, ha parlato di come il dolore sia in grado di influenzare la vita di tutti i giorni. “Non ricordo nemmeno quante cose ho perso per colpa del mio dolore” ha affermato. Ci sono voluti otto anni, tra ricoveri in ospedale e visite di specialisti, prima di arrivare ad una diagnosi nel 2020. Quel giorno, Giorgia lo ha vissuto come una liberazione ed ha segnato l’inizio del suo percorso terapeutico.

In Italia, sono 4 milioni le donne che soffrono di vulvodinia. La malattia, secondo i dati, colpisce il 18% delle donne. Ma come sostenuto dalla Soleri, a causa del “retaggio culturale maschilista e patriarcale” si fa ancora troppa fatica a parlarne.