Lockdown, torna l’incubo |  E’ la misura più odiata ma stavolta il virus non c’entra

Un incubo: credevamo fosse dimenticato per sempre e invece sta tornando. È l’odiato lockdown. Questa volta a portarlo non è il virus ma qualcosa contro cui è ancora più difficile combattere.

Lockdown, un incubo che ritorna | Web Source
Lockdown, un incubo che ritorna | Web Source

Credevamo che il lockdown fosse un brutto sogno, passato. Chiusi in casa, sorvegliati come prigionieri. Città vuote, negozi chiusi, mezzi fermi. Controlli per strada l’impossibilità di muoversi liberamente non solo da città a città, ma persino da casa in casa.

Incubo lockdown

In Italia questa misura è stata vissuta prima con eroismo, poi quasi con divertimento. Una variazione tutto sommato divertente alla vita quotidiana, da vivere cantando sui balconi. Poi sono cominciate l’insofferenza e la paura. Gli uffici chiusi, i negozi chiusi, i ristoranti chiusi, hanno significato per moltissimi italiani la fine dei propri redditi, e la paura non solo della malattia e della morte, ma di soccombere economicamente ad un nemico troppo potente. 

Abbiamo cominciato a discutere se il lockdown fosse proprio così necessario e ancora nessuno è riuscito a capire fino in fondo se paesi avanzati come la Svezia o molto diversi dal nostro modello di sviluppo, come la Russia abbiano avuto conseguenze molto peggiori, adottando una serie di lockdown decisamente meno stringenti di quanto sia stato fatto in Italia o, ancora più, in estremo oriente e in particolare in Cina, dove il lockdown è stato realizzato persino con ferocia e per periodi prolungatissimi di tempo. 

Il lockdown torna, e questa volta non è il virus

In Cina i lockdown non sono mai finiti per davvero e pochi mesi fa, mentre in Europa infuriava la guerra, Shangai e il suo porto si sono trovati bloccati da una nuova chiusura durissima, così dura che alcuni in occidente hanno interpretato come un modo di sanzionare le sanzioni alla Russia, una mossa politica più che sanitario.

Ma proprio dal grande paese asiatico, dove l’incubo della pandemia è cominciata arriva una notizia terribile: torna il lockdown, e questa volta il responsabile è il caldo eccezionale che ha colpito la Cina. Si tratta di una delle estati più calde mai registrate e il governo sta rispondendo a questa vera e propria emergenza in un modo che ormai è diventato tradizionale: fermare decine di milioni di persone e rinchiuderle in casa.

Il lockdown cinese, forse il più terribile | Web Source
Il lockdown cinese, forse il più terribile | Web Source

Nelle provincie di Zhejang e Fujian le temperature sono al massimo storico: 41 gradi durante il weekend. Su ordine del governo sono cessate tutte le attività all’aperto. Una misura che difficilmente combatterà un altro effetto dell’ondata di calore: la crisi della rete elettrica a causa di consumi di aria condizionata mai visti. Di conseguenza anche le tariffe elettriche sono entrate in stato di emergenza, mentre sono state adottate misure straordinarie come lo spegnimento dei lampioni, per evitare che al lockdown si aggiunga anche la catastrofe dei blackout.